Rosenberg e Sellier
Luisa Passerini
Luisa Passerini, storica della cultura e della civiltà contemporanea, è docente all’Università di Torino e all’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Dopo aver curato con Nerina Milletti Fuori della norma (2007) pubblica il suo quarto titolo con Rosenberg & Sellier, sul tema trattato dai suoi libri negli ultimi vent’anni, l’Europa delle identità e del sentimento.
Nel 2008 Giunti ha ripubblicato Autoritratto di gruppo, definito «il più sconcertante libro
sulla generazione del Sessantotto».
Sogno d'europa, , Rosenberg & Sellier Editori, la storia & le storie
collana:
anno 2009
ISBN 978-88-7885-080-4
pp.128
€ 12,00
Disponibilità prevista a magazzino editore
02-09-2009
Volume distribuito in libreria
Uscita prevista in libreria
02-10-2009
Approfondimenti

Sogno d'europa

Luisa Passerini

L’espressione di Jacques Derrida: «Mi sento tra l’altro europeo» è decisiva. “Tra l’altro”, cioè insieme ad altre forme di identificazione, sentendosi anche africano, oppure anche ebreo, anche omosessuale, anche musulmano, e “tra gli altri”, cioè tra i nuovi arrivati, i migranti anche clandestini sul suolo europeo, che già solo per questo devono poter acquisire i diritti umani.
La storia di Corinna rappresenta l’antecedente ideale di una trasformazione nel modo di pensare e vivere il genere, che da almeno due secoli coinvolge la vita e gli atteggiamenti di tutti coloro che vivono nel continente, e in particolare delle donne.
Il libro vuol coglierne alcuni segni, nelle idee e
nei comportamenti. Un’idea d’Europa come utopia, affacciatasi in varie forme negli anni Venti e Trenta, è riemersa negli ultimi decenni, riprendendo ipotesi, speranze e sogni stroncati dalla Seconda guerra mondiale o rimandati per dare priorità alla costruzione economica dell’unione europea.
Utopie laiche, che si basano esclusivamente
su un patto tra gli esseri umani e non hanno
bisogno di appellarsi a una divinità per fondare e garantire l’ordine sociale, politico e simbolico.
Sogno di Europa, con la galleria dei suoi personaggi da Stefan Zweig ad Altiero Spinelli, dalla principessa Marthe Bibesco a Ursula Hirschmann è un’autobiografia ideale collettiva aperta al futuro. Una donna di grande intelligenza e bellezza, figlia di un inglese e di un’italiana, nutre un amore contrastato con un giovane Lord scozzese: è Corinne, eroina del romanzo di Madame de Staël. Artista di successo, Corinne è simbolo dell’Europa per la sua molteplice cultura e la sua vita di viaggiatrice alla fine del Settecento. A sua volta, la musicista del film La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieślowski (fotogramma con Irène Jacob in copertina) vive la sua doppia esistenza fra Polonia e Francia nella seconda metà del Novecento. Con loro e con Luisa Passerini riprendiamo a viaggiare alla ricerca di una nuova possibile Europa, attraverso le utopie del periodo tra le due guerre e quelle degli ultimi decenni. L’autrice discute con Jacques Derrida, Edgar Morin ed Étienne Balibar, polemizza con scritti recenti di Zygmunt Bauman e George Steiner che concepiscono la cultura europea come l’unica capace di democrazia, e concorda con Amartya Sen e Dipesh Chakrabarty, che “provincializzano” l’Europa e la rendono capace di accettare i contributi di altre civiltà. Le donne migranti dall’est all’ovest, nuove Corinne e Veroniche in grado di determinare la propria vita, affermano una mobilità che attraversa i confini grazie ai sentimenti. La geografia è ridisegnata, e alla fine della lettura capiamo che è il piano simbolico a mettere in luce l’importanza dei miti per fondare emotivamente l’appartenenza a una Europa possibile, che includa europei ed europee di culture e fedi religiose differenti.
Indice
Introduzione
1. Antefatto: Corinne ou l’Italie di Madame de Staël
2. Utopie d’Europa nella prima metà del Novecento
3. Grandi europee ed europei
4. La nuova utopia
5. Donne attraverso l’Europa
6. Figure dell’Europa
Riferimenti bibliografici


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