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Charles Larmore
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In Italia la notorietà filosofica di Charles Larmore (1950, che insegna oggi alla Brown Univerity) si è diffusa inizialmente nell’ambito della filosofia politica e in particolare in riferimento alla teoria del liberalismo politico e alla connessa discussione con John Rawls. Solo più recentemente, grazie alla traduzione di L’eredità romantica, di Pratiche dell’io e del Dibattito sull’etica (un dialogo con Alain Renaut), egli è stato conosciuto anche per i temi dell’etica e della natura del soggetto. Discepolo di Quine, formatosi da studente in un ambiente impregnato di filosofia analitica, Larmore si è però costantemente confrontato con la filosofia continentale, soprattutto francese, ma anche tedesca. È così pervenuto all’elaborazione di un pensiero assai articolato, che, a partire da un preminente interesse pratico, con forti valenze etico-politiche, giunge a risultati interessanti e originali, che non si lasciano rinchiudere facilmente all’interno di categorie di scuola. |
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Dare ragioni, Il soggetto, l'etica, la politica, Rosenberg & Sellier Editori, dubbio & speranza
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| collana: |
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| anno 2008 |
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| ISBN 978-88-7885-018-7 |
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| pp.152 |
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| € 14,00 |
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| Disponibilità prevista a magazzino editore |
| 13-10-2008 |
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| Volume distribuito in libreria |
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| Uscita prevista in libreria |
| 29-10-2008 |
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| Ugo Perone si è laureato a 22 anni nel 1967 con lode e dignità di stampa in Filosofia teoretica presso l’università di Torino con una tesi su La filosofia della libertà in Charles Secrétan (relatore Luigi Pareyson), vincendo il premio Luisa Guzzo per la miglior tesi in filosofia discussa in quell’anno accademico.
È presidente della Società italiana per gli Studi di Filosofia e teologia. Ha recentemente curato un volume per la Claudiana su Dietrich Bonhoeffer; per Rosenberg&Selliier ha curato Cartesio o Pascal? Un dialogo sulla modernità e Nonostante il soggetto |
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Dare ragioni |
| Il soggetto, l'etica, la politica |
Charles Larmore |
| Lezioni della Scuola di Alta Formazione Filosofica - collana diretta da Ugo Perone |
Se dovessimo descrivere uno scenario che fa da sfondo al suo lavoro, direi che egli intende imboccare una via alternativa, al tempo stesso, all’assolutismo e al relativismo della verità. Il suo realismo, che come abbiamo visto non rifiuta, almeno in una certa misura, di definirsi platonico e metafisico (ogni grande filosofia è, per Larmore, metafisica, ma le metafisiche, per lo stesso motivo, sono, contro la tesi di Heidegger, molteplici), è ben lontano dall’oggettivismo e dall’assolutismo. La verità c’è e corrisponde a qualcosa che è reale. In questo senso non dobbiamo presumere di stabilire e produrre la verità. La nostra ragione, con un atto che non è né eccezionale né, per sé, particolarmente interessante e profondo, si limita a riconoscerla ed è in grado di argomentare le ragioni di questo riconoscimento. La ragione vede, in quanto è passiva, ma non intuisce, in quanto non colma la distanza con il suo oggetto. E quando il cammino della ricerca sembra mettere capo a un dato paradossale o misterioso, ciò accade perché, secondo Larmore, non siamo pervenuti a un buon risultato. Il reale cui ci applichiamo non è né trascendente, né misterioso. È semplicemente fuori dal nostro potere. |
| Un volume edito solo in italiano, in cui il noto filosofo americano condensa il suo percorso che si misura con le grandi questioni dell’etica, della verità, del soggetto, della politica. Senza essere scettico, il suo approccio soppesa le ragioni di una scelta filosofica riconoscendo che altre scelte hanno anch’esse buone ragioni per esser fatte valere: è ciò che egli chiama la “legge della conservazione dell’imbarazzo”. Proprio per il fatto che la filosofia affronta problemi reali, e dunque complessi, tali cioè da lasciarsi attraversare secondo diverse prospettive, il dubbio resta legittimo. Contro il dubbio scettico vale solo ridiscutere e approfondire le ragioni delle scelte. Si tratta di far valere buone ragioni (ossia buoni argomenti), nella consapevolezza però che esse rispondono a ragioni obiettive, ossia a principi che ci obbligano senza che per questo siano stati posti dalla ragione. Dare ragioni non significa insomma istituire norme, ma rispondere, sul piano etico, nella vita quotidiana, in politica, a principi che riconosciamo buoni e di cui siamo in grado di dar conto argomentando. La verità, dice Larmore, è qualcosa che appare capace di catturare al meglio il modo in cui sono fatte realmente le cose. Questo “realismo”, questo convincimento che esistano ragioni obiettive, si svolge, sul piano morale e su quello della teoria della verità, in una direzione che Larmore stesso chiama platonica. In politica esso conduce a una radicalizzazione della posizione liberal nel senso della grande tradizione del liberalismo classico, come visione del mondo prima che come concezione politica. Curato da Ugo Perone, il volume prosegue la serie in collaborazione con la Scuola di Alta Formazione Filosofica, che ogni sei mesi invita a Torino un grande filosofo contemporaneo per un seminario avanzato. |
| Indice |
Premessa di Ugo Perone Introduzione 1. L’eterogeneità della morale 2. Giustificazione, verità, corrispondenza 3. L’autonomia della morale 4. La natura dell’io 5. Liberalismo politico 6. Storia e verità |
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