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Arcangela Tarabotti
Lettere familiari e di complimento
a cura di:
Meredith Ray, Lynn Lara Westwater

anno di pubblicazione: 2005
cartaceo 310 pp

9788870118988 25,00 €
aggiungi al carrello (cod: 9788870118988)

''Abbiamo da poco finito di piangere sulla monaca di Monza. Dopo la pubblicazione di questo libro smetteremo di piangere anche su Arcangela Tarabotti.'' (Gabriella Zarri, nella prefazione). Decenni di ricerche sui monasteri femminili nell'età medievale e nella prima età moderna e studi sempre più originali e approfonditi ispirati alle domande e alle posizioni teoriche degli studi di genere hanno messo a fuoco che la nostra idea del monastero come carcere è in gran parte una costruzione storiografica, che deve la sua fortuna anche a romanzi come I promessi sposi di Manzoni e a letteratura pamphlettistica come La religiosa di Voltaire, insieme con la pubblicazione di cronache e processi che mostravano i disordini, le violenze e gli eccessi che avevano come teatro il monastero. Vivaci e talora avvincenti, le Lettere di Arcangela Tarabotti sono qui pubblicate per la prima volta in versione moderna con un ricco apparato storico-critico. Leggendole oggi possiamo penetrare con nuova consapevolezza nei monasteri femminili italiani dell'età rinascimentale e barocca: uno spazio che poteva rappresentare per le donne sia una vera e propria 'morte al mondo', sia un luogo adatto per la propria autorealizzazione e promozione sociale.

Presentazione di Gabriella Zarri

Ringraziamenti

Introduzione

Lettere e familiari e di complimento della Signora Arcangela Tarabotti

Indice analitico

Notizia bibliografica

Arcangela Tarabotti (1604-1652) entrò da ragazza - e contro la propria volontà - nel monastero di Sant’Anna di Venezia, dove passò il resto della vita in stretta clausura. Una delle molte monache forzate nella Venezia secentesca, Tarabotti visse il monastero come una carcere e un “Inferno de’ viventi”. Ma tramite l’attività letteraria la monaca riuscì a superare i confini fisici che la separavano dal mondo che bramava. Stabilì un’ampia rete di contatti letterari, mantenne una fitta correspondenza con noti personaggi dell’epoca, pubblicò quattro opere controverse, e ne stese forse almeno altre sei.