Sergio Givone
I sentieri della filosofia
a cura di
Ugo Perone

collana: Scuola di Alta Formazione Filosofica
anno di pubblicazione 2015

cartaceo 112 pp

9788878853652 11,00 €
aggiungi al carrello (cod: 9788878853652)

pdf 1.1 MB

9788878853669 5,99 €
aggiungi al carrello (cod: 9788878853669)

Cos’è la filosofia, come nasce, come si diventa filosofi? Forse anzitutto andando alla ricerca dei linguaggi con cui si è costituita per seguirne le tracce, le interruzioni, le riprese, ripercorrendo i sentieri già tracciati o avventurandosi su quelli appena iniziati. La filosofia, come ci mostra la prospettiva ermeneutica di Givone, non è riducibile a un’univoca definizione; si costituisce appoggiandosi a qualcosa che sta al di fuori di essa, dalla poesia dei tragici greci fino ai testi che la tradizione ci ha via via consegnato come “filosofici”. Non solo. La tensione tra mito e logo si ripropone, a detta dell’autore, in ogni discorso filosofico autentico. Ci sono infatti cose che hanno bisogno del logo, per essere comprese, e cose che hanno bisogno del mito, per essere dette. L’abisso che il mito ci mostra – l’assunzione della colpa per un atto non voluto – è quel pensiero tragico a cui la filosofia continuamente si alimenta e che interpreta rivelando l’intreccio profondo tra filosofia, etica ed estetica. Il volume riprende le lezioni di Sergio Givone alla Scuola di alta formazione filosofica. Muovendo dall’interrogativo autobiografico su che cosa sia per lui la filosofia, e anzi più precisamente in che cosa consista la sua filosofia, l’autore dipana un viaggio affascinante che attraversando i tragici greci, Platone, Plotino, Leibniz, Hegel e Kierkegaard, ma anche scrittori come Boccaccio o Dostojewski, esplora i sentieri della filosofia tra pensiero tragico, interpretazione e narrazione.

Premessa di Ugo Perone

1. Che cos’è la filosofia?
2. Oltre Platone. Plädoyer per una ragione tenace
3. Narrazione e mito
4. Il pensiero tragico
5. Ermeneutica ed estetica
6. Tragico greco, tragico cristiano e nichilismo.
Non nominare il nome di Dio invano

Sergio Givone, laureatosi in Filosofia a Torino sotto la guida di Luigi Pareyson, ha insegnato Estetica in diverse Università italiane ed è attualmente Professore Ordinario dell’Università di Firenze, della quale è stato anche Prorettore. Collabora con alcune testate nazionali, come “Repubblica” e “Micromega”. Ha affiancato all’attività di filosofo anche quella di romanziere. Dal 2012 è Assessore alla Cultura della Città di Firenze.

Il suo pensiero si è sviluppato a partire da un’originale interpretazione della lezione ermeneutica ed esistenzialista (soprattutto di Nietzsche, Heidegger e Pareyson). Fondamentale, per la sua opera, è una concezione della filosofia come un discorso che trova i suoi contenuti fuori di sé: nell’arte, nel mito, nella rivelazione religiosa. Il pensiero di Givone vuol dunque essere interpretazione in atto di quei testi in cui arte e religione chiamano in causa la filosofia; per questa via egli è tornato a interrogarsi sulla portata del romanticismo, riconoscendo in quel movimento l’origine storica di una problematizzazione del valore di verità dell’esperienza estetica, che ancora oggi appare densa di implicazioni e tutt’altro che esaurita. Givone, infine, trova un punto di convergenza di arte e religione nella nozione di “pensiero tragico”: con questo termine egli non intende ripristinare una visione eroica o patetica dell’esistenza, che non può più essere nostra, ma sottolineare l’attualità di un pensiero che non arretra di fronte al carattere irriducibilmente enigmatico dell’essere e dell’esistere.

Tra i suoi libri: Kant e la storia della filosofia (1972); Hybris e melancholia (1974); William Blake. Arte e religione (1978); Dostoevskij e la filosofia (1984); Storia dell’estetica (1988); Disincanto del mondo e pensiero tragico (1988); Storia del nulla (1995); Favola delle cose ultime (1998);Eros/Ethos (2000); Nel nome di un dio barbaro (2002); Prima lezione di estetica (2003); Il bibliotecario di Leibniz. Filosofia e romanzo (2005); Non c’è più tempo (2008); Storia dell’estetica (2008); Il bene di vivere (2011); Metafisica della peste (2012).