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EPUB 3.5 MB, ISBN 9791259934703
Enrico Mariani
Abitare sospeso Etnografia nel post-terremoto del 2016-17 in Appennino Centrale
Copie ordinabili ma disponibili a partire dal 26 gennaio
collana Ritratti. Collana di etnografie
anno di pubblicazione 2025
pp. 244
ISBN cartaceo 9791259934208
ISBN pdf 9791259934215
ISBN epub 9791259934703

A distanza di ormai nove anni, nell’Appennino centrale colpito dai terremoti del 2016/17 si continua a fare esperienza di profondi cambiamenti socio-territoriali. Nel quadro di un’emergenza permanente mai davvero conclusa, il paesaggio quotidiano è de-strutturato e in continua trasformazione, composto da Zone Rosse ancora inaccessibili e strutture emergenziali, più o meno temporanee. Mentre l’incertezza sui tempi della ricostruzione mina la stessa possibilità di pensare un dopo-terremoto, nel quotidiano gli abitanti articolano nuove e originali forme di appropriazione dell’urbanistica emergenziale. Questa ricerca etnografica adotta una prospettiva specifica sulle complesse questioni suscitate dalla scelta di continuare ad abitare in un’area interna già marginale e spopolata, dopo un terremoto di questa portata. Da un lato tramite l’etnografia è possibile approssimarsi ai processi di adattamento originale e discontinuo legati ai cambiamenti degli ambienti di vita quotidiana, dall’altro l’abitare costituisce un concetto chiave nel campo discorsivo del post-disastro, sovraccarico di problemi e questioni intrecciate che riguardano il presente e il futuro dei territori. Lo studio si concentra sui tre Comuni dell’Alto Nera, Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, situati al confine tra Umbria e Marche ed epicentro della sequenza sismica di ottobre 2016.


Enrico Mariani ha conseguito il dottorato presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell’Università di Urbino Carlo Bo. Attualmente è ricercatore presso lo stesso Dipartimento e docente presso l’Università di Verona.

Ringraziamenti

Introduzione

1. Discorsi e pratiche dell’emergenza
1.1 Governance dell’emergenza e tempo sospeso
1.2 Le SAE e l’utopia del ritorno
1.3 Eroi e resilienti nel terremoto di nessuno
1.4 Il discorso, tra semiotica e disaster research
1.5 Beffati e dimenticati

2. Abitare nelle aree interne dell’Appennino centrale
2.1 Una storia in discesa
2.2 Lo sviluppo a una dimensione: il turismo nelle aree interne
2.3 L’Alto Nera tra passato, presente e futuro
2.4 Economia turistica dell’Alto Nera
2.5 Domande sul terremoto di nessuno

3. Un caso paradigmatico e rappresentativo
3.1 Sottorappresentazione
3.2 Coordinate del territorio
3.3 Etnografia dell’abitare
3.4 Cerco casa ad Ussita
3.5 Primi giorni
3.6 Forapezza e il pregiudizio sulle SAE

4. Verso la doppia emergenza
4.1 Ussita e le sue frazioni
4.2 Strade. Costruire una routine
4.3 All’improvviso la pandemia
4.5 Ritorno. Etnografia dell’abitare durante la pandemia

5. Vivere nelle SAE
5.1 La Casetta dei Porcellini. Campionario dei difetti tecnici delle SAE
5.2 L’interno dell’interno. Vicinato, privacy e invadenza dall’emergenza alle SAE
5.3 Norme e cultura materiale nelle SAE

6. Dinamiche e conflitti nella temporaneità permanente
6.1 La ballata delle SAE
6.2 Le tre cose più importanti nella vita. Abitare in SAE come scelta (e le sue alternative)
6.3 «Di montagna, anziché di mare»
6.4 Che cosa farcene delle SAE

7. Immaginari del territorio
7.1 Spaesati
7.2 Zona Rossa Permanente
7.3 Visso: da paese di piazza a paese di strada
7.4 Ussita: vivere di turismo
7.5 Il mito del pienone
7.6 Turismo e Non-Turismo

Conclusioni
Bibliografia

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