In questa ricostruzione, tuttavia, e a mio avviso ben lo dimostra il libro di Elia Morandi, preceduto non a caso da un’ammirevole ed efficacissima panoramica dell’autore appunto sulla “lunga” storia dell’emigrazione italiana all’estero e non solo in Germania, persiste il rischio dell’enfatizzazione e della drammatizzazione di vicende che difficilmente si potrebbero mettere a confronto con quelle che l’attualità sottopone al nostro sguardo e che nemmeno la forza del ricordo più vigile riuscirebbe, nel paragone, a razionalizzare. E valga a tale proposito l’esempio dell’emergenza, fattasi tumultuosa mentre scrivo, degli arrivi a Lampedusa, tra febbraio e aprile del 2011, di migranti, di profughi e di chiedenti asilo letteralmente in fuga dalle coste nordafricane e in particolare dalla Tunisia, un paese con il quale per tramiti proprio emigratori, dagli anni Ottanta dell’Ottocento in avanti, l’Italia (e massime la Sicilia) hanno mantenuto molteplici e incrociati rapporti di cui quasi nessuno pare serbi memoria. Il deficit di memoria, peraltro, è tutto sommato meno pericoloso o meno dannoso della mancata messa a dimora, nella nostra cultura nazionale, di una conoscenza storica sulle migrazioni degna di questo nome, se è vero, com’è vero, che per decenni gli studi a esse dedicati, con la parziale eccezione di quelli riguardanti gli esodi transatlantici del periodo 1870-1930 (rimasti infatti, sino a poco tempo addietro, i più frequentati e quasi gli unici a godere di una qualche considerazione in campo storiografico, non solo da noi) hanno dovuto attendere la svolta prodotta dall’avvento in Italia di una immigrazione straniera per ottenere un briciolo di attenzione.
pp. 256
ISBN cartaceo 9788878851191
presentazione di Emilio Franzina A paesi tradizionalmente considerati d’immigrazione si sono man mano aggiunti paesi, come senz’altro è attualmente l’Italia, che per oltre cent’anni erano stati invece esportatori di natalità e di forza lavoro.
Elia Morandi è dottore di ricerca in Storia presso l’Universität Hamburg. Alterna l’attività di ricerca all’insegnamento nelle scuole superiori. È autore di diverse pubblicazioni di storia dell’emigrazione italiana in Germania, tra cui: L’immagine dell’“altro” nel rapporto tra immigrati italiani e società tedesca. Percezioni a confronto tra Otto e Novecento («ASEI», 2011); La Germania e l’accordo di emigrazione con l’Italia del 1955 («Il Veltro», 2006); Italiener in Hamburg. Migration, Arbeit und Alltagsleben vom Kaiserreich bis zur Gegenwart (Frankfurt am Main, 2004).
Prefazione di Emilio Franzina Introduzione Prologo Premesse storiche del controllo dei movimenti migratori di massa 1. L’emigrazione come «necessità vitale»: ricostruzione, miracolo economico ed emigrazione in Italia nel secondo dopoguerra 1. La ripresa dell’emigrazione 2. La stagione degli accordi bilaterali e dell’emigrazione assistita 3. Il sistema dei centri di emigrazione 4. Limiti dell’emigrazione nell’ambito degli accordi e altri canali migratori 2. «Indispensabili»: la fame di forza lavoro straniera nella Repubblica federale tedesca 1. Boom economico e immigrazione 2. Tra necessità reali e calcolo politico: gli accordi di immigrazione 3. Il reclutamento statale all’estero 4. Limiti dell’emigrazione nell’ambito degli accordi e altri canali migratori 3. Il punto di contatto: l’accordo di emigrazione italo-tedesco del 1955 1. Interessi (in parte) convergenti: le trattative per l’accordo 2. I contenuti dell’accordo 4. Lavoratori italiani “à la carte”: la macchina organizzativa 1. La commissione tedesca in Italia 2. La controparte italiana: i centri di emigrazione di Milano, Verona e Napoli 3. La preselezione e l’avviamento al centro di emigrazione 4. La selezione definitiva 5. Tipologie di reclutamento 6. Respinti e rinunciatari 7. L’avviamento in Germania 8. Il rimpatrio degli emigranti assistiti 5. Il ruolo del flusso assistito nell’emigrazione italiana verso la Repubblica federale tedesca 1. Flusso assistito e emigrazione complessiva 2. Chi parte? Caratteristiche demografiche 3. Provenienze, destinazioni e mestieri 6. Dietro e oltre il reclutamento 1. Italiani brutta gente? Il ruolo degli stereotipi nel reclutamento statale tedesco 2. Storie di emigrazione (e d’Italia) attraverso le lettere alle assistenti sociali del Centro di Emigrazione di Verona Conclusioni. Migrazioni controllate, migrazioni libere Abbreviazioni Tabelle Note biografiche degli intervistati Fonti e bibliografia